Una vacanza indimenticabile: in houseboat sui canali olandesi

01
Mar

Una vacanza indimenticabile: in houseboat sui canali olandesi

Un viaggio insolito e fuori dalle comuni mete turistiche a bordo di una casa galleggiante o “house boat”, come viene più comunemente chiamato questo tipo di imbarcazione, è la vacanza che propongo questa volta a tutta la famiglia. L’idea piace a tutti e decidiamo così la meta. Navigheremo in una delle regioni che dispone di moltissime vie d’acqua: la Frisia.

La nostra ciurma è composta da quattro adulti e quattro bambini che che vanno da 1 a 10 anni.

La Frisia è una regione dell’Olanda che attira ogni estate gli amanti delle barche che si dividono tra velisti esperti, i quali prediligono l’Ijsselmeer (che una volta era un tratto di mare che poi è stato chiuso) e i navigatori più tranquilli che invece si riversano sui trenta laghi collegati tra loro da canali e chiuse.

Qui si possono noleggiare tre tipi di imbarcazioni: i cabinati a motore e le barche a vela con tolda coperta o scoperta. Inoltre è anche possibile noleggiare le imbarcazioni storiche adatte per i canali o per il mare. La maggior parte sono imbarcazioni a fondo piatto come i “tjalken” (chiatte con vela a tarchia), i “botters” (pescherecci), le golette, i clipper e le chiatte.

Noi optiamo per una casa galleggiante che in pratica è un’abitazione sull’acqua dotata di ogni comfort, molto meglio attrezzata, e più spaziosa, dei camper più all'avanguardia. Scegliamo una barca di 13 metri, per dieci persone anche se ne siamo in otto per avere un po’ più di comfort.

Per guidare la nostra imbarcazione non é necessaria la patente, ma come abbiamo ripetutamente avuto modo di verificare, una certa esperienza è indispensabile. Le house boat sono infatti molto pesanti e quindi difficili da governare e tutte le manovre devono essere fatte per tempo.

Il viaggio inizia a Koudum, dove si trova il Friesland Boating, il cantiere che fabbrica e noleggia le house boat.

I bambini più grandi sono naturalmente i più entusiasti per questa nuova avventura e vanno immediatamente ad ispezionare ogni angolo della barca e prendono subito possesso delle loro cuccette. 

Il lungo viaggio per arrivare fin qui ha comunque stancato un po’ tutti e così visto che non si può partire subito andiamo a dormire.

La mattina seguente prima di poter levare l’ancora bisogna seguire un breve corso in cui viene spiegato come si governa la barca e come si manovra e ci viene poi consegnato il Water Tourism Almanac, indispensabile a bordo, che contiene sia il regolamento per le acque navigabili olandesi, l’orario dei ponti e delle chiuse, il livello delle acque e la velocità massima consentita.

Finalmente si parte!

Ci dirigiamo verso il lago Flussen dove ci dovrebbero essere degli attracchi. Nel lago il vento è comunque troppo forte e non è possibile ancorare così decidiamo di risalire nuovamente un canale dirigendoci vero la cittadina di Workum.

Prima di arrivare al paese incontriamo il primo ponte apribile.

Subito chiamo i bambini per spiegare che quando passiamo sotto il ponte bisogna pagare il pedaggio e il pagamente avviene in modo veramente particolare. Il casellante fa scendere una canna alla quale è appeso uno zoccoletto. Rapidamente bisogna prenderlo e mettere lì dentro le monetine. Il resto non è previsto e quindi bisogna essere veloci nel vedere quanto costa il passaggio, che è scritto sul ponte, contare le monete giuste e acchiappare al volo lo zoccolo.

Questo rito diventa ben presto uno dei momenti più attesi del viaggio e poiché di ponti da attraversare ce ne sono parecchi nessun bambino rimane escluso e tutti hanno il loro momento di gloria quando riescono a fare in tempo tutte queste operazioni.

Workum è una graziosa cittadina che ha antiche tradizioni marinare. Già nel 1250 commerciava con l’ Inghilterra a cui inviava, prodotti in legno, aringhe, stoccafisso e sale.

Il giorno seguente proseguiamo per Bolsward percorrendo il canale Workumer Trekvaart. Nel paese non troviamo un attracco e così ritorniamo indietro e attracchiamo presso un molo privato. Chiediamo il permesso ai proprietari se possiamo rimanere lì per la notte e loro molto gentilmente ce lo accordano. 

Le radici di Bolsward risalgono al 713, anno di fondazione della città e la sua storia si può assaporare passeggiando per le strette stradine del centro storico o ammirando il magnifico municipio, all’interno del quale è situato il museo della città. 

Il posto è tranquillo, l’unico rumore è il belato delle pecore che ci accompagna anche durante la notte. 

Proviamo anche a pescare con le canne che abbiamo comprato a Workum e sorpresa… un pesce abbocca all’amo di Nicola . I bambini naturalmente sono contentissimi, ma non lo vogliono tenere e il pesce viene subito ributtato in mare. Quello che conta è la bella esperienza che hanno potuto vivere. 

Riprendiamo la navigazione ci dirigiamo verso Jilst. Quando arriviamo il tempo peggiora notevolemente e la temperatura scende di parecchi gradi. In questo paesino vediamo però che c’è un mulino a vento (il primo che incontriamo) e così nonostante la pioggia decidiamo di andarlo a visitare.

Visitare un mulino è senza dubbio interessante ed entrare in questo mulino chiamato “Molen de Rat” è come ritornare indietro di 300 anni. Il mulino è ancora funzionante e all’interno di può sentire l’odore del legno appena segato. 

Per entrare nella segheria si sale una stretta scala di legno e ci si ritrova di fronte a un’enorme tronco d’albero che viene ridotto in tavolette da 13 seghe. E il tutto è alimentato solo con l’aiuto del vento.

La pioggia insistente ci consiglia di ritornare all’imbarcazione. Anche l’acqua del canale è increspata e questa la dice lunga sul brutto tempo e sul vento forte che ci costringe a rimanere attraccati anche il giorno seguente.

Ora è tempo di ritornare a Koudum, alla base, e con calma facciamo ancora una mezza giornata di navigazione assaporando la brezza che tanto ci mancherà quando saremo nuovamente a casa.

Il nostro viaggio nella houseboat finisce, ma l'esperienza ci è piaciuta così tanto soprattutto ai bambini che da grandi vogliono diventare tutti lupi di mare. Nei loro occhi rimarranno per molto tempo i paesaggi, i prati, le mucche, le barche  di questa indimenticabile esperienza.