Week end avventuroso tra Marche e Umbria

10
Nov

Week end avventuroso tra Marche e Umbria

Oggi ospito molto volentieri il racconto di viaggio di Serena, che conferma che è possibile (eccome!) una vacanza di tutta la famiglia, dove ogni membro possa davvero godersela…

"Siamo partiti per un week end “avventuroso” io, il mio compagno e nostro figlio di 6 anni alla volta della verde Umbria e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Abbiamo optato per una meta non troppo inflazionata e perciò-secondo noi- più capace di stupirci.

Siamo arrivati il sabato mattina a Biselli di Norcia (provincia di Perugia) al centro rafting dove lo staff ci ha trasformato in pochi minuti nei protagonisti della nostra avventura: muta, casco e tutta l’attrezzatura necessaria. Non eravamo i soli a scendere in gommone e la guida del nostro mezzo Francesco, ci ha chiesto di poterci unire ad una famiglia di olandesi (“evvai-esercito un po’ il mio inglese” ho pensato, e poi anche che mio figlio Pier si sarebbe divertito di più insieme a dei coetanei ). Sono così trascorse 2 ore divertenti di discesa sul fiume: magico l’ambiente naturale circostante vissuto dall’inconsueto punto di vista dell’interno del fiume; simpatico (e fresco!) il momento dei tuffi, della sosta per bere alla sorgente lungo la riva e  unici gli scorci delle Gole di Biselli e dei resti del ponte romano.

Una volta risaliti in macchina e prima di dirigerci al rifugio di Cupi (è nei pressi della città di Visso, provincia di Macerata e quindi versante marchigiano del Parco Nazionale dei Sibillini) abbiamo fatto una sosta a Norcia, città natale di San Benedetto e…dei maestri norcini: ottimo il panino con salsiccia!

Il pernotto al Rifugio Cupi ci è piaciuto: si trova ad un altitudine di 1000 mt., è molto tranquillo e davvero ti fa immergere nella dimensione naturale dell’Appennino e dei pascoli che in quei luoghi regalano in pecorino strepitoso…

Di certo alla fine di quella giornata in movimento eravamo particolarmente affamati ma tutto ci è sembrato davvero buono, sapori nuovi (il ristorante del Rifugio propone vecchie ricette di piatti locali con ingredienti “km 0”) piatti appetitosi ma tuttavia semplici.
Dopo cena, chiacchiere davanti al camino. Nonostante quest’anno Ottobre sia stato meraviglioso, il tepore e la compagnia del fuoco erano azzeccatissimi. Lì abbiamo conosciuto 2 membri dello staff e Angelisa, che è biologa e guida escursionista, ci ha convinti ad abbandonare quelle comode poltrone per una passeggiata notturna a caccia di stelle e costellazioni raccontandoci anche qualche aneddoto sulle leggendarie Sibille da cui traggono il nome quei monti.

Al mattino abbondante colazione come piace a me (crostata fatta in casa, ricotta e miele….) e poi in macchina abbiamo raggiunto il lago di Fiastra a pochi km di distanza. Qui ci aspettava un’altra squadra di guide che ci ha preparato per i percorsi sospesi tra gli alberi: stavolta niente mute ma imbragature e carrucole!


Una barchetta elettrica silenziosissima ci ha traghettato dall’altra parte del lago e lì abbiamo iniziato questi attraversamenti tra gli alberi: papà e figlio lanciati in una competizione all’ultimo passaggio, io un po’ più cauta viste le vertigini sui ponti tibetano e tirolese (anche se qualche trucchetto di postura confidatomi da una guida impietosita mi ha aiutato parecchio!) mentre mi sono decisamente ringalluzzita e buttata con inaspettata autostima sul passaggio finale che con una carrucola di 130 mt sopra l’acqua del lago ti riporta alla riva di partenza. Da quando sono tornata mostro a tutti la foto che documenta questo mio gesto di coraggio!

Che dire, ci siamo divertiti insieme, conoscendo gente nuova; ognuno di noi tre è rimasto coinvolto e appagato da tutte le  attività che sono alla portata di tutti e  ottimamente supportate dalle guide: mamma e papà possono godersela finalmente!    

Mio figlio mi ha già chiesto di poter venire alla fine della scuola al campo estivo che organizza sempre la stessa Associazione Gaia Wilderness…."